Modello di riferimento

Il modello al quale faccio riferimento è Strategico Integrato. L’impostazione sostanziale che contraddistingue questo approccio consiste nel  rompere il “circolo vizioso” che si è stabilito tra le tentate soluzioni (che la persona mette in atto da tempo senza risultati), e la persistenza del problema/sintomo. Tutto questo avviene lavorando in un clima di fiducia ed alleanza con il terapeuta.

Sono solita lavorare per obiettivi, ciò permette di sapere dove si sta andando e contemporaneamente monitorare l’andamento della terapia, diminuendo le possibilità di “girare a vuoto”, senza ottenere risultati.

Quando parliamo di approccio Strategico Integrato parliamo di un modo di fare Psicoterapia dove si tiene in primo piano la persona nella sua complessità. Questo significa che si lavora nel pieno rispetto del punto di vista che il ognuno porta con sé ed è da qui che parte il lavoro.

Il terapeuta deve vedere il mondo con gli occhi del paziente per capire fino in fondo il disagio che gli viene comunicato o il sintomo che la persona presenta. E’ per questo che il terapeuta chiede molte spiegazioni al paziente riguardo i termini utilizzati durante la comunicazione.Tutto questo avviene per evitare di generalizzare, dare per scontato o attribuire significati in base ai propri parametri di valutazione. Solo capendo fino in fondo il punto di vista dell’altro di può intervenire e creare il cambiamento. Tutto questo accade continuamente durante la seduta, domande del tipo: “ Cosa intende?”; “Mi spieghi cosa vuol dire con questo termine?”ecc…sono fondamentali per entrare nella realtà altrui.

Questo impedisce di categorizzare e di conseguenza permette di approcciarsi ad ogni persona in maniera esclusiva. Quanto descritto è possibile perché ogni relazione è unica in quanto viene costruita nel “qui e ora” in un preciso momento storico dei soggetti che vi partecipano. La relazione terapeutica è un altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione per l’approccio Strategico in quanto è attraverso un attenta analisi di quello che accade in seduta che si individua l’approccio relazionale del paziente che successivamente può essere lavorato e che spesso è causa di difficoltà nei rapporti. Ci sono poi una serie di strategie/ interventi attuati in terapia come tra tante le prescrizioni, le quali  permettono che la persona lavori anche fuori dalla seduta terapeutica. Anche in questo caso è importante valutare e attuare la scelta più adeguata per la persona che abbiamo davanti. Niente è scontato ma ogni momento è vissuto, sentito e creato nel qui e ora. I risultati sono veloci ma molto dipende dagli obiettivi che si intendono raggiungere (cambia se si decide di lavorare sul sintomo o fare un percorso di conoscenza profonda del nostro sé) e soprattutto una volta avvenuti hanno bisogno di essere strutturati e uniformati alla personalità dell’individuo.