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COMUNICAZIONE

Quando si parla di comunicazione spesso ci si riferisce al linguaggio verbale ma in questa sede intendiamo comunicare a 360°; si parla anche di linguaggio del corpo, espressioni del volto e tono della voce. Tutti questi fattori uniti insieme determinano il nostro modo di comunicare, non solo informazioni, ma soprattutto contenuti ed emozioni.

Nell’esperienza clinica con le coppie (ma non solo), spesso si lavora sullo stile comunicativo che alcune volte è causa di incomprensioni e dissapori. Ci sono dei messaggi che comunichiamo attraverso il linguaggio ed altri che trasmettiamo con altri canali, fin qui tutto ok, la questione sorge quando i due messaggi sono contraddittori/opposti, creando confusione nell’altra persona e lasciando un senso di non autenticità, di poca chiarezza. Questo accade a tutti noi in tutti gli ambiti di relazione, ce ne accorgiamo perché resta in noi un senso di leggera confusione che ci lascia perplessi per qualche secondo, quasi come se avessimo perso le fila del discorso.

 

Uno sguardo agli studi sulla comunicazione

Nel 900’ si è avuto un enorme sviluppo degli studi sulla comunicazione e sulle interazioni tra gli esseri umani. Studiosi come Batson, Chomski e Watzslawick, hanno delineato alcuni concetti chiave dei presupposti che sostengono e al tempo stesso spiegano, alcune naturali dinamiche che si sviluppano tra esseri umani.

Fin dagli anni 60’ il Mental Research Istitute di Palo Alto, si è interessato di elaborare un approccio strategico alla psicoterapia, seguendo una prospettiva teorica, che potremmo definire Interazionale-Sistemica, per l’importanza che in essa assumono, i concetti di sistema e di comunicazione interpersonale.

Il gruppo di ricerca nelle persone di Bateson, Watzlawick, Jackson ed altri, definì la funzione pragmatica della comunicazione, vale a dire la capacità di provocare degli eventi nei contesti di vita, attraverso l’esperienza comunicativa, intesa sia nella sua forma verbale che non-verbale.

Fatta questa premessa intendo descrivere quelli che sono stati definiti: Assiomi della comunicazione umana che ci aiutano a capire l’importanza e la complessità della comunicazione.

1) “ E’ IMPOSSIBILE NON COMUNICARE”

Questa affermazione ci porta ad una serie di riflessioni riguardo al fatto che tutti noi comunichiamo a volte anche senza intenzione, addirittura i silenzi sono una forma di comunicazione, fanno capire all’altro che non abbiamo voglia di interagire ad esempio..... Siamo in costante comunicazione e non sempre quello che realmente vorremmo dire arriva all’altro, questo perché, la comunicazione avviene all’interno della relazione con l’altro. Le parole o i silenzi hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni, e in questo modo comunicano anche loro.

2) La comunicazione ha un “LIVELLO DI CONTENUTO E UN LIVELLO DI RELAZIONE”.

Ogni relazione quindi non soltanto trasmette informazioni, ma al tempo stesso impone un comportamento che si riferisce alla relazione tra i comunicanti. Una stessa informazione può essere espressa in modi diversi in base alla relazione presente tra i due comunicanti es. “e’ importante per me che tu presieda alla presentazione del mio libro..”, e “Se non verrai alla presentazione del mio libro probabilmente non mi godrò la serata” trasmettono lo stesso contenuto di informazione, ma definiscono relazioni molto diverse tra di loro, la seconda affermazione è più accusatoria ed ha lo scopo di far sentire l’altro in colpa.

3)  “OGNI COMUNICAZIONE HA UNA PUNTEGGIATURA”.

Dalla punteggiatura si vedrà se l’uno o l’altro dei comunicanti abbia iniziativa, che si trovi in posizione di dipendenza e cosi via. Da questo si struttureranno dei veri e propri modelli di scambio, quindi possiamo concludere che la “natura di ogni relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti”

4)  “COMUNICAZIONE NUMERICA O ANALOGICA” (NON VERBALE).

Nella comunicazione umana si hanno due possibilità di far riferimento agli oggetti o rappresentarli con un immagine (attraverso il disegno), oppure dar loro un nome.

La comunicazione analogica è qualsiasi espressione non verbale: posizioni del corpo, gesti, espressioni del viso, le inflessioni della voce, il ritmo ecc……

La comunicazione numerica invece serve a scambiare informazioni sugli oggetti quindi ha la funzione di trasmettere la conoscenza nel tempo.

5)  “INTERAZIONE COMPLEMENTARE E SIMMETRICA”.

Nell’interazione complementare si hanno due diverse posizioni, un partner assume una posizione superiore, primaria mentre l’altro tiene la posizione corrispondente inferiore, secondaria.

Mentre l’interazione simmetrica  è caratterizzata dall’uguaglianza e dalla minimizzazione della differenza tra i membri. ( P. Watzlawick, D.D. Jackson)